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apr132018

Malattie reumatiche, Cutolo: nutrizione fondamentale per la prevenzione

Si sa che le diete non equilibrate aumentano i rischi di disturbi cardio-vascolari, metabolici e diverse forme di cancro, ma è meno noto che possono favorire molte patologie reumatiche. Le connessioni tra dieta, clima e malattie reumatiche sono state messe per la prima volta al centro di un evento scientifico di rilievo internazionale: il XVII Congresso Mediterraneo di Reumatologia che si terrà dal 12 al 14 aprile a Genova e che vedrà la partecipazione di oltre 400 reumatologi, oltre che a pazienti, provenienti 45 diverse nazioni, con il supporto delle Società italiana di reumatologia (Sir) e di quella europea. L'urgenza di questa scelta è supportata dai dati epidemiologici, che evidenziano come i giovani dell'Europa del Sud seguano sempre meno la dieta mediterranea, con la conseguenza di tassi crescenti di obesità infantile, specie nelle regioni meridionali.

Il chairman del congresso è Maurizio Cutolo, direttore della Divisione universitaria di Reumatologia del DiMI e del Policlinico San Martino in Genova, che rileva come sia sempre più chiaro come «le malattie in genere e in particolare molte malattie reumatiche possono essere prevenute con la prevenzione primaria che deriva in gran parte dallo stile di vita, e tra le diverse componenti la nutrizione è fondamentale, perché gli errori o le buone pratiche, ripetuti per 365 giorni all'anno, possono condizionare l'insorgenza e progressione di molte malattie». Il professore punta il dito in particolare contro alcuni cibi: «Il sale da cucina non ha solo un effetto sulla pressione sanguigna e di conseguenza sul sistema cardiovascolare, ma in quantità eccessive può favorire una risposta infiammatoria immunitaria; così gli zuccheri artificiali di cui sono pieni le bevande sono molto pericolosi perché forniscono carburante a qualsiasi processo infiammatorio e possono influenzare l'assorbimento intestinale di altri prodotti». Nello specifico delle malattie reumatiche, Cutolo rileva che dall'artrite reumatoide fino al lupus, i contenuti nutrizionali possono ridurre le concentrazioni di acidi grassi nocivi e ridurre gli effetti di aterogenesi e segnala l'importanza della dieta mediterranea e della vitamina D. «I nostri malati, soprattutto d'inverno, hanno livelli molto bassi di vitamina D e sta già entrando nella pratica abituale dei medici la sua valutazione, con l'integrazione di quella che manca, come si fa nel diabete con l'insulina».

Fonte: doctor33.it


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