Scienza

nov32016

Low protein diet per ritardare la malattia renale

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Il ruolo di una  low protein diet (Lpd) nel ritardare la progressione della malattia renale cronica è stato chiaramente dimostrato in soggetti accuratamente selezionati. Quali sono i parametri che permettono di effettuare questa selezione? Poichè in India l'insufficienza renale cronica rappresenta, per incidenza, costi e accessibilità alla terapia, un problema di salute pubblica fondamentale, il team di ricerca del Global Hospital Parel di Mumbai ha analizzato il ruolo della dieta nella gestione di soggetti malati per suggerire come applicarla nella pratica clinica. In questo centro già si mettono in atto strategie nutrizionali in tutti i casi di insufficienza renale cronica che sono lentamente progressive con l'obiettivo di ritardare la terapia, ma molti medici sono preoccupati per il peggioramento dello stato nutrizionale e quindi restii a prescrivere low protein diet. Secondo lo studio per poter beneficiare di questo approccio nutrizionale per un lungo periodo è importante prescrivere la dieta nelle fasi precedenti (1,2,3) all'insorgenza della patologia e non in fase tardiva, come raccomandato dalle linee guida Kdigo, poiché è improbabile che porti a peggiorare lo stato generale. Deve quindi essere prescritto a quelli con buon appetito, un buono stato nutrizionale e una Ckd lentamente progressiva in una fase precoce (stadio 1,2,3) ma può anche essere prescritto in fase 4 e 5 della Ckd se l'appetito e lo stato nutrizionale sono buoni. Lo stato nutrizionale e l'avere o meno appetito sono infatti le variabili da considerare per l'applicazione del protocollo anche in stadi più avanzati della malattia renale cronica. In definitiva una low protein diet non deve essere prescritta a pazienti che presentano scarso appetito e perdita di peso.

Silvia Ambrogio

Per approfondimenti:
Shah BV, Patel ZM. Role of low protein diet in management of different stages of chronic kidney disease - practical aspects. BMC Nephrol. 2016 Oct 21;17(1):156.

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